Micromobilità

Micromobilità elettrica

Col termine micromobilità si intende l’insieme dei mezzi di trasporto impiegati per la mobilità personale soprattutto per tragitti brevi. Nel 2018, in Italia, è stato introdotto un iter normativo finalizzato alla diffusione della micromobilità elettrica nelle città italiane, che prevede test su strada di mezzi per la mobilità personale a propulsione principalmente elettrica. La circolazione è permessa in ambito urbano ed i veicoli ritenuti idonei per la fase di sperimentazione sono monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel.

Veicoli elettrici in circolazione

I monopattini hanno una pedana azionata da motore elettrico con due ruote in linea, orientabili con un manubrio, e le manovre vengono effettuate attraverso lo spostamento del manubrio. I segway presentano una pedana azionata da motore elettrico con due ruote parallele, orientabili con un manubrio, e le manovre avvengono grazie allo spostamento del baricentro del corpo del guidatore. Gli hoverboard sono dotati di una pedana azionata da motore elettrico e le manovre si svolgono tramite lo spostamento del baricentro del corpo e dalla pressione esercitata dai piedi del guidatore. I monowheel sono monocicli elettrici senza manubrio dotati di due pedane e le manovre avvengono grazie alla pressione esercitata dai piedi del guidatore.

Player della micromobilità elettrica

Dall’analisi dei Business Model di dieci player della micromobilità elettrica ermerge che il modello oggi in uso, incentrato sull’erogazione di un servizio di sharing facilmente utilizzabile e dai prezzi contenuti, è generale per tutti i player tranne due, che si rivolgono, invece, a clienti business con cui è possibile instaurare partnership di lunga durata. Nel complesso, il target di clienti è composto da persone giovani e dinamiche e ben l’80% dei player sottolinea come il proprio servizio sia ampiamente usato dai pendolari, sempre alla ricerca di un veicolo veloce e comodo per effettuare spostamenti ridotti in città. Solo due player si differenziano dagli altri perché svolgono internamente sia la progettazione che la fabbricazione di monopattini: la maggioranza esegue al proprio interno solo la manutenzione dei mezzi, mentre un numero circoscritto di operatori esternalizza la gestione della logistica e della ricollocazione su strada.

Sharing in Italia ed Europa

Il car sharing appare in continua crescita sia a livello internazionale che nazionale: il parco circolante italiano nel 2019 era di oltre 8.200 veicoli, di cui circa l’85% di tipo free floating, con un’incidenza di mezzi elettrici sul totale di circa il 25%, in crescita negli ultimi due anni. Anche per quanto riguarda gli scooter, la cui consistenza in Europa si attesta intorno a 38.200 unità, la quota di veicoli a trazione elettrica raggiunge il 97%. L’Italia, con oltre 5.000 unità, rappresenta il 15% circa della flotta europea, con una netta predominanza dell’elettrico.

In Europa, il bike sharing è letteralmente esploso, con un incremento record di veicoli condivisi pari al 257% rispetto al 2018 ed un parco circolante di circa 250.000 veicoli a fine 2019. Anche in Italia si conferma questo trend e risultano su strada ben 33.000 biciclette, di cui però solo il 20% a trazione elettrica.

L’inserimento all’interno del Codice della Strada di monopattini, segway, hoverboard e monowheel e l’erogazione di incentivi per l’acquisto di veicoli di trasporto più sostenibili hanno accelerato la crescita del mercato della micromobilità e la comparsa di nuovi player, nella forma di start-up.

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