Coronavirus: mascherine stampate in 3D

La stampa 3D sta giocando un ruolo sempre più importante nella creazione di componenti di emergenza per la cura dei pazienti affetti da Covid 19 e per la salvaguardia degli operatori sanitari che operano in prima linea negli ospedali.

Dopo aver saputo che l’ospedale di Circolo di Busto Arsizio (Va) aveva urgente necessità di mascherine per il personale medico, Elmec 3D, divisione di Elmec Informatica specializzata nella manifattura additiva, ha progettato e stampato in 3D un primo modello di mascherina, ossia di dispositivo d’emergenza adattabile all’unico filtro antivirale disponibile (per caschi CPAP), e lo ha consegnato per la necessaria fase di test al reparto di rianimazione dello stesso ospedale. In base alle risposte da parte dei medici si sta, quindi, provvedendo alla realizzazione di un secondo modello con le opportune correzioni, in funzione dell’adattabilità della maschera al volto.

Il materiale adoperato è il TPU (Poliuretano termoplastico), stampato con la tecnologia HP Jet Fusion 5200, ed è stato scelto per le sue qualità di elasticità, biocompatibilità e resistenza agli agenti chimici, che lo rendono ideale per poter essere sottoposto a diversi cicli di sterilizzazione.

L’iniziativa fa da precursore ad un progetto più ampio che coinvolge diversi soggetti della manifattura additiva ed è finalizzato ad offrire un aiuto concreto alle strutture sanitarie per far fronte all’emergenza coronavirus: l’azienda varesina sta, infatti, collaborando con Thinking Additive e il FabLab Opendot alla realizzazione di mascherine per ospitare filtri antivirali efficaci per la protezione contro il Covid 19. La tecnologia aiuta, così, a trovare soluzioni alternative in grado di migliorare le condizioni in cui medici e infermieri stanno operando, tutelando la loro salute e il loro prezioso lavoro.

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