Coronavirus: da maschera da snorkeling a respiratore

Per far fronte all’emergenza coronavirus, l’azienda bresciana Isinnova ha trasformato – grazie alla stampa 3D – una maschera da snorkeling Decathlon in un respiratore.

L’idea geniale è venuta al dottor Renato Favero, un ex primario dell’Ospedale di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, per rimediare alla carenza di dispositivi respiratori C-PAP (acronimo di Continuous Positive Airway Pressure), impiegati nell’ambito della terapia sub-intensiva per garantire la ventilazione artificiale ai pazienti affetti da covid-19, la malattia provocata dal virus SARS-CoV-2.

L’ex primario ha, quindi, contattato Isinnova, azienda bresciana impegnata in progetti innovativi, che dopo aver analizzato la proposta del dottore ha optato per la diffusissima maschera Easybreath di Decathlon, che ne ha poi gentilmente procurato il disegno CAD. E dopo che gli è stato spiegato come avviene la respirazione all’interno di una maschera C-PAP, gli ingegneri di Isinnova, utilizzando materiale commerciale in grado di adattarsi alla maggior parte dei tubi ad uso ospedaliero, hanno progettato e stampato in 3D i raccordi di collegamento tra la maschera da snorkeling ed i tubi ospedalieri standard.

Successivamente, alcuni prototipi della maschera Decathlon adattata con raccordi Isinnova sono stati testati con successo all’ospedale di Chiari. La Protezione Civile di Brescia ha già acquistato 500 maschere da Decathlon, mentre Isinnova si è impegnata a procurare gratuitamente i raccordi, per i quali ha chiesto aiuto anche a diversi stampatori 3D della zona per sopperire alla domanda eccessiva.

Isinnova ha, infine, messo a disposizione sul proprio sito le istruzioni necessarie per realizzare il raccordo tra maschera e tubi ospedalieri e, per impedire possibili speculazioni sul prezzo del componente, ha deciso di brevettare la valvola con brevetto libero per non penalizzare nessun ospedale. Un aspetto importante rimarcato dall’azienda è l’assenza di certificazione del dispositivo modificato artigianalmente, che va, quindi, impiegato esclusivamente per le emergenze. Non è, infatti, un caso che, prima di indossare la maschera Isinnova, i pazienti devono firmare una dichiarazione scritta con cui accettano l’utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato.

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