Aquiloni nell’eolico del futuro

Al posto delle vecchie pale qualcosa di veramente innovativo: l’eolico del futuro sfrutterà il vento fino a 800 metri dal suolo, dove la potenza catturata è circa 4 volte quella ottenibile con normali turbine. Gli impianti eolici saranno dotati alle loro estremità di aquiloni, o meglio di kite simili a quelli usati dagli amanti del surf sulle onde dell’oceano. A prima vista sembrerebbero una presenza leggera, quasi invisibile, solo un puntino a 400 metri di altezza, ma in realtà sono molto potenti: basti pensare che ogni singolo elemento in quota è in grado di produrre in un anno l’energia equivalente a quella fornita da 12 mila barili di petrolio. Stiamo parlando di aquiloni che non si limitano a far divertire i più piccoli, ma forniscono elettricità a tutta la collettività.

L’idea è nata quando si è compreso che per sfruttare a pieno l’energia del vento le turbine disponibili sul mercato non bastavano più. Anche quelle di ultima generazione, infatti, non riescono a resistere alla forza delle raffiche a quote superiori a 120 metri. Questi gli elementi che compongono l’intera catena: un telo simile a quello che si usa per le vele, lungo 50 metri e largo 10, per imprigionare il vento; un cavo di fibra sintetica, che a parità di peso resiste 10 volte più dell’acciaio, per tenere l’aquilone fissato a terra; infine, un generatore elettrico da 5 Megawatt per trasformare l’energia eolica in elettricità. Il principio di funzionamento è molto semplice, eppure, per far lavorare quella che appare una normale giostra in formato, però, macro, occorre una tecnologia complessa basata quasi interamente sull’elettronica avanzata. Già a qualche centinaio di metri di altezza gli aquiloni possono generare elettricità per 4.500 ore l’anno. E visto che se ne possono raggruppare 16 per chilometro quadrato, bastano 6 chilometri quadrati per ottenere una potenza di 500 Megawatt, simile, cioè, a quella di una piccola centrale nucleare.

Dopo il collaudo del prototipo si passerà alla fase produttiva, accelerando di fatto la corsa a questa fonte alternativa. A dire il vero l’eolico d’alta quota è già stato sfruttato dal punto di vista energetico: da qualche anno, infatti, sono in circolazione navi che al motore aggiungono gli aquiloni, riuscendo, così, a ridurre fino a un massimo del 25% i consumi di carburante.

La ricchezza dell’eolico si nasconde, quindi, proprio in alta quota, dove le correnti sono più intense e costanti. Si pensi che a 10 mila metri dal suolo il vento è capace di originare una potenza ben 100 volte superiore a quella disponibile a 80. Un singolo generatore da 3 MW, in un sito ventoso, può arrivare a produrre 20 GWh all’anno e il costo totale dell’energia prodotta è valutato intorno a 0,05 euro per kWh, valore confrontabile a quello raggiungibile oggi tramite i combustibili fossili. Costi ancora più competitivi sono attesi con centrali di maggiori dimensioni e potenza. Si prevede, inoltre, che una centrale da 100 MW possa produrre circa 500 GWh di energia elettrica all’anno. A livello globale il vento alimenta impianti per 255 mila Megawatt e le previsioni sono di una crescita che nel 2030 potrebbe arrivare, secondo le più recenti stime, al 37 per cento dell’intero fabbisogno elettrico mondiale.

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